SVARTVAER si occupa sia di rievocazione storica che di
archeologia sperimentale.
Col termine di RIEVOCAZIONE STORICA s'intende quella che
attività che in inglese si traduce come "re-enactment" e
riguarda espressamente la rappresentazione di fatti storici
specifici, come per esempio, la ricostruzione battaglie, ma
non necessariamente solo quelle. Nella rievocazione, ciò
che maggiormente conta è il rigore della ricostruzione
dell'evento. I fatti devono essere quanto più possibile
fedeli a quanto realmente accaduto.
Col termine di ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE, s'intende invece
quell'attività che in inglese viene resa col termine di
"living history", e che non riguarda la ricostruzione di
fatti specifici, ma bensì di momenti di vita quotidiana in
un periodo ed in un contesto sociale, economico, culturale,
e politico, assai definiti. Può riguardare ad esempio la
riscoperta di arti e mestieri dell'antichità, coi mezzi
adottati al tempo, oppure la riscoperta di sapori
dimenticati, di usi, e di costumi.
La rievocazione storica e l'archeologia sperimentale, non
si escludono a vicenda, bensì possono, al contrario,
alimentarsi reciprocamente, riempiendo ognuna gli spazi
temporali lasciati vacanti dall' altra, e rendendo l'intera
rappresentazione assai più completa e meglio godibile: sia
al pubblico che agli stessi rievocatori coinvolti.
Pure mantenendo le dovute distanze tra quella che è
un'attività di ricerca e studio da quella che è un'attività
invece puramente ludica, teniamo a sottolineare
l'importanza della presenza, anche nella rievocazione
storica, dello spirito di partecipazione ed immedesimazione
dei figuranti, che in Italia è tipico solo del gioco di
ruolo dal vivo.
Riteniamo infatti che sia proprio l'assenza pressoché
totale d'immedesimazione dei figuranti nei loro personaggi,
uno dei motivi per cui in Italia non si è ancora riusciti
(contrariamente ad altri paesi) a raggiungere punte
realmente elevate nella qualità globale dell'attività di
Living History né tantomeno di Reenactment.
Proprio l'esperienza anglo-teutonica ci dimostra infatti
che nei paesi dove la partecipazione del re-enactor è resa
ancora più intensa da un vero spirito d'immedesimazione nel
proprio personaggio, questi è automaticamente spinto, già
in prima persona, a cercare un continuo miglioramento nella
presentazione di sé all'interno del contesto rievocativo.
Poiché tale spirito si estende a tutti i re-enactors, è
automatico che sia anche il livello generale della
rappresentazione a guadagnarne enormemente.